Adozioni


GENERALE


Abbiamo due regole generali:

  • Il Rifugio, pur con tutto l’amore e le cure che cerchiamo di riservare ai nostri Ospiti, deve essere una sistemazione transitoria per loro.
  • L’adozione deve comportare un miglioramento e un riscatto alla loro travagliata esistenza.

Conosciamo la storia di ciascuno dei cani arrivati da noi, almeno quella che noi umani abbiamo appreso. Alcuni di loro hanno segreti che non sapremo mai, e che forse è meglio non sapere.
Cerchiamo di conoscere il percorso di chi ha scelto di adottare un cane al canile, scelta nobile e necessariamente consapevole, dalle implicazioni morali, psicologiche e pratiche importanti.
Parlando ed entrando in sintonia con le persone che decidono di adottare uno dei nostri Ospiti facciamo il possibile per mettere insieme nel modo più proficuo le esigenze dell’uno e dell’altro.
Per questo chiediamo un po’ di pazienza e di comprensione quando una persona si presenta al Rifugio chiedendo di adottare un cane: non vogliamo necessariamente invadere la sua privacy, ma abbiamo bisogno di avere un po’ di informazioni (casa o giardino, bambini piccoli o persone anziane, altri animali, zona di residenza, vicinato ecc.) per proporre il cane adatto e compatibile. Un abbinamento sbagliato potrebbe risolversi in un ritorno al canile dell’animale con ulteriore trauma e rinnovata sensazione di abbandono per lui, e un senso di fallimento altrettanto deprimente per l’adottante.
Durante la visita ai box del Rifugio i volontari descriveranno i cani e spiegheranno le loro caratteristiche. Il modo migliore per conoscere questi dolci animali è quello di interagire con loro, toccarli, accarezzarli e portarli in passeggiata, per capirne il carattere (è socievole, timido, affettuoso, calmo, vivace) e la gestione (segue tranquillo, cerca di correre, tira o gioca…). I visitatori possono tornare tutte le volte che vogliono per conoscere meglio i cani, senza sentirsi in alcun modo impegnati ad adottarne per forza uno.
Sappiamo tutti che anche con il cane, come per gli umani, in qualche modo deve scattare un’alchimia, quel qualcosa che fa dire: “è lui o è lei che vorrei per tutta la vita”.

Se nascono le condizioni per l’adozione uno dei volontari passerà per il pre-affido all’indirizzo dove risiederà il cane e se la sistemazione risulterà idonea si prenderanno accordi per l’adozione. Il cane potrà essere preso al Rifugio dagli adottanti o potrà essere portato a casa dai volontari. Se è necessario l’inserimento con un altro animale, nel caso di un cane sarà opportuno portare il proprio al Rifugio e far “conoscere” i due animali in passeggiata, quindi su terreno neutro; nel caso di gatti un volontario “proverà” a portare il cane a casa per osservare le reazioni di entrambi.
Per l’ADOZIONE sarà necessario compilare un modulo con i propri dati e quelli del cane, e procurarsi la fotocopia fronte/retro della carta d’identità e del codice fiscale. Questi dati verranno trasmessi all’ASL dal Rifugio di Travacò insieme al microchip del cane, in modo che all’Anagrafe Canina risulti il nuovo indirizzo. Gli affidatari avranno a disposizione due numeri di telefono di riferimento dei volontari per qualsiasi dubbio o necessità e saranno comunque seguiti nei primi giorni post-affido. Come da regolamento inserito nel modulo di adozione il cane rimane “proprietà della Lega Nazionale per la Difesa del Cane” per un anno e “in affido” al nuovo proprietario. Allo scadere dell’anno il Rifugio di Travacò potrà fare il passaggio di proprietà. Durante il periodo di affido i volontari effettueranno visite periodiche di controllo.
Tutto questo per dare ai nostri trovatelli la vita felice che meritano e per garantire ai nostri sostenitori e simpatizzanti che “facciamo le cose sul serio”, e cerchiamo di farle bene…


VOGLIO VERAMENTE ADOTTARE UN CANE?

 

Alcune considerazioni per arrivare a un’ adozione consapevole
L’adozione di un cane è certamente una scelta importante e un atto di generosità. Come tutte le scelte importanti deve essere ben ponderata e non derivare dallo slancio emotivo del momento.
La restituzione di un cane adottato, o la sua cessione a terzi, sono eventi che costituiscono un fallimento su tutti i fronti: per il “proprietario” la frustrazione delle proprie aspettative e dei buoni propositi, per l’animale l’ennesimo disagio derivante dal nuovo cambiamento dei propri riferimenti e della propria condizione.
La convivenza tra uomo e cane deve essere fonte di reciproco piacere e di appagamento per entrambi. Perché ciò possa avvenire occorre che l’uomo, unico attore responsabile della “coppia”, valuti con attenzione ed obiettività, prima di procedere all’adozione di un cane, la propria situazione personale, familiare, lavorativa, abitativa e sociale. Tali valutazioni, se favorevoli, possono inoltre indirizzare il potenziale adottante verso la tipologia di animale che più si addice alle sue necessità, limitando così ulteriormente il rischio che l’adozione non vada a buon fine. Può infatti accadere che, pur sussistendo tutti i requisiti necessari, la scelta cada su un cane caratterialmente incompatibile con l’adottante: esistono cani curiosi, vivaci, protettivi, sospettosi, oppure cani calmi, pigri o che chiedono l’attenzione del padrone e l’impegno fisico di lunghe passeggiate. La convivenza con il cane “sbagliato”, quindi, può divenire molto difficile. Una delle principali cause d’abbandono o restituzione dei cani è l’incapacità dei proprietari di comprendere e gestire atteggiamenti indesiderati e/o problemi comportamentali.


POCHE E UTILI DOMANDE DA PORSI

? nel condominio dove abitate è consentito ospitare animali?    Assicuratevene per tempo.
? avete appurato che nel vostro nucleo familiare nessuno sia allergico al pelo degli animali?    Preoccupatevi di verificarlo.
? ..e se vi arrivasse un bimbo in un secondo tempo, sareste intenzionati a crescere il bimbo con il cane?
? quante ore dovrebbe restare in casa da solo il cane? Il cane non necessita obbligatoriamente di un giardino, ma non può nemmeno stare chiuso e solo in casa per tutta la giornata.
Il vostro lavoro è compatibile con le esigenze minime di un cane?
? pensate al momento delle vacanze… riuscireste ad organizzarvi, portandolo con voi o affidandolo a persone disponibili o a una pensione fidata?
? è possibile che, soprattutto all’inizio, il cane sporchi in casa (occorre un po’ di tempo per educarlo). Siete disposti a gestire questa situazione con la necessaria pazienza e comprensione?
? può capitare che, nei primi periodi della vostra convivenza, il cane non voglia stare in casa da solo; va abituato a ciò (che sia cucciolo o adulto) poco per volta e con pazienza, pensate di esserne in grado?
? se vivete in una villetta, siete certi che il cane non possa scappare dal giardino? (recinzioni basse o con sbarre larghe)
? siete disposti a raccogliere le loro deiezioni sul suolo pubblico, secondo la legge e nel rispetto della civile convivenza?
? siete in grado di sostenere i costi che potrebbero derivare dalle diverse necessità del cane, come, ad esempio, quelle di ordine medico sanitario?

Se, ponendovi le domande riportate di fianco, vi sono sorti dubbi circa l’opportunità di adottare un cane, rifletteteci ancora ed evitate scelte avventate.

In caso contrario, adottare un cane è la cosa migliore che possiate fare.


COSA COMPORTA ADOTTARE UN CANE DA CANILE

 

La scelta di adottare un cane del canile costituisce senza dubbio un gesto di civiltà. Prima di acquistare un cane, infatti, perché non rivolgersi a un canile, dove tanti animali abbandonati e soli aspettano un nuovo padrone? Al canile si possono trovare cani di tutte le età e di tutte le dimensioni.
Se si desidera veramente un cane, non è necessario che sia di razza: un meticcio può essere un vero amico, capace di dare moltissimo senza chiedere niente di speciale in cambio, se non il vostro amore e il vostro rispetto.
Decidere di adottare un cane è una decisione molto importante, poiché cambierà la vostra vita. Adottare un cane significa assumersene piena responsabilità per tutta la sua vita. Significa organizzare le vacanze tenendo in considerazione anche il vostro nuovo amico, significa assumersene gli oneri economici, educarlo alla convivenza in famiglia e fuori. È in un certo senso come decidere di avere un figlio, poiché lui graverà (e conterà) tutta la vita su di voi.
L’adozione di un cane del canile comporta l’assunzione di un impegno non solo in termini morali ma anche in termini di legge. Al momento dell’adozione, viene fatto firmare all’adottante un modulo, nel quale ci si impegna a custodire l’animale con le dovute cure, a non cederlo a terze persone e a non abbandonarlo mai.
Se, dopo aver valutato bene pro e contro, siete veramente decisi di allargare la vostra famiglia, dovrete scegliere il cane adatto. Durante la visita al canile non esitate nel fare domande al personale e aspettatevi del resto molte domande anche dal personale: hanno bisogno di conoscere la vostra situazione famigliare e cercheranno di consigliarvi al meglio.
Di solito la maggior parte delle persone che si recano in canile a prendere un cane sono  orientate soprattutto su cuccioli e cani di taglia piccola. Ma nella scelta di un cane le cose più importanti da valutare non sono tanto la taglia e l’età, quanto il carattere. Per esempio, non è detto che un cane di taglia piccola sia il più indicato per vivere in appartamento: ci sono cani molto piccoli che sono però anche molto vivaci e che, per vivere serenamente, hanno bisogno anche di un giardino. D’altro canto ci sono invece dei cani di taglia grande molto calmi e tranquilli adatti quindi a vivere in città e in appartamenti anche piccoli. Tenete conto che per un cane l’importante è avere l’affetto e la vicinanza della propria famiglia umana e non contano la dimensione del posto in cui vive. Se calcolate quanto sono grandi le gabbie di un canile, potrete senz’altro capire che è sicuramente meglio vivere nel vostro appartamento!
L’importante è assicurare al cane almeno tre uscite al giorno (quando è possibile anche quattro) durante le quali farlo correre nei prati, farlo giocare e socializzare con altri cani e persone (cosa essenziale da fare anche se avete una casa con giardino).
Una volta individuato un cane interessante, fatevi raccontare qualcosa del suo passato e chiedete di farlo uscire dalla gabbia per poter interagire con lui e osservare il suo comportamento.
Dopo la scelta del cane arriva il momento di concretizzare l’adozione attraverso un modulo di raccolta dati che vi sarà richiesto di firmare. Una volta arrivato a casa, i primi giorni sono i più delicati e i più difficili per il nuovo arrivato. Fategli già trovare a casa la sua copertina, le ciotole ed i giocattoli. Abituatelo fin da subito ai vostri ritmi: ricordate che i cani sono animali abitudinari e per loro è fondamentale avere ritmi quotidiani stabili. Dategli orari fissi per le passeggiate, la pappa e le attività ludiche. Lasciate che durante la prima settimana si adatti al suo nuovo ambiente e stile di vita, abbiate pazienza e non chiedete troppo al vostro nuovo compagno di vita. Quando si adotta un cane, se si prospetta che dovrà restare solo a casa per alcune ore, è bene abituarlo fin da subito a restare un po’ da solo, anche se per poco tempo.
Alla fine, se, nonostante tutte le difficoltà e le precauzioni, adotterete un cane dal canile, non ve ne pentirete, un cane abbandonato ha un’immensa capacità di amare, semplicemente perché ha sofferto molto e per lui la cosa più importante è compiacere il nuovo proprietario per non essere nuovamente abbandonato.


 

ADOTTARE UN CANE

 

Di seguito alcune regole per aiutarci a capire cosa comporta l’adozione responsabile di un cane:

 

  • È obbligatorio iscriverlo all’anagrafe canina del proprio comune di residenza, che provvederà al suo microchip. (Il cane adottato in Rifugio ha già tutto questo)
  • Anche se ha il microchip, dotarlo di collare con medaglietta recante il numero telefonico del proprietario.
  • Dedicare tempo e pazienza necessari per educarlo, senza ricorrere a mezzi violenti.
  • Nutrirlo con alimenti sani, completi e bilanciati, scelti con l’aiuto di un esperto.
    Non alimentarlo con cibi salati e conditi e fare attenzione al tipo di ossi che eventualmente gli si danno perchè potrebbero perforargli l’intestino.
  • Lasciargli sempre a disposizione una ciotola piena d’acqua.
  • Garantirgli sempre assistenza veterinaria: visite di controllo, vaccinazioni, eventuali medicinali e quant’altro si renda necessario per la sua salute.
  • Ricorrere a trattamenti antiparassitari contro pulci, zecche e zanzare per impedirgli eventuali infezioni.
  • Come aiuto per crescere un cane si suggeriscono la lettura di libri e manuali pratici o la richiesta di consigli a un veterinario di fiducia.
  • Organizzare le vacanze in modo da poterlo portare con sè oppure affidarlo a una persona o a una pensione di fiducia.
  • Evitare di tenerlo in spazi angusti privi di aria e di luce.
  • Se è tenuto in appartamento, assicurargli almeno 3 o 4 uscite giornaliere affinchè possa espletare le sue necessità fisiologiche e motorie.
  • Evitare di tenerlo per molte ore al giorno su balconi o terrazzini, specie se di ridotte dimensioni o non al riparo da sole o pioggia.
  • Abituarlo gradualmente a restare solo in casa, senza abbaiare e creare disturbo al vicinato, gratificandolo con un piccolo oggetto personale, un biscotto o un giocattolo.
  • Munirsi sempre e abituarsi all’uso della paletta o del sacchettino igienico per il rispetto dell’ambiente e degli spazi comuni.
  • Non lasciarlo circolare da solo.
  • Non è prudente legarlo fuori da supermercati o negozi, in quanto potrebbe essere rubato.
  • Tenerlo sempre al guinzaglio, almeno per i primi mesi dall’affido, per dargli modo di abituarsi al suo nome e ai  richiami, impedendogli di smarrirsi e incorrere in pericoli o incidenti.
  • Non lasciarlo chiuso in automobile: potrebbe morire di caldo o per mancanza d’aria. Se solo per pochi minuti, lasciare un finestrino abbassato e possibilmente l’auto al riparo dal sole. Mai farlo d’estate.
  • Farlo viaggiare nella parte posteriore dell’auto, separato dall’autista mediante divisorio rigido, a rete, o con pettorina e cintura di sicurezza apposita per cani.
  • Se è tenuto in giardino o in cortile, assicurarsi che recinzione e cancello ne impediscano la fuga e disporre per lui una cuccia pulita di adeguate dimensioni e materiale idoneo, sollevata da terra, protetta dalle intemperie, al riparo dal sole o dalla pioggia e nei mesi freddi dotata di coperta.
  • Si può decidere di assicurarlo, per tutelarsi da eventuali danni da lui causati.

ARRIVA UN CUCCIOLO

 

Adottare un cane    è un impegno per tutta la vita; educarlo ad essere calmo e obbediente è fondamentale per il suo benessere e per impostare in modo corretto il rapporto con il proprietario, oltre che per essere accettato dalla società.
1-Prima di adottare un cucciolo è importante considerare:
– Se la casa in cui vivrà il cane è idonea (in funzione di caratteristiche e temperamento dell’animale)
– Un cucciolo richiede un grosso impegno, ed essendo un animale sociale, tendenzialmente non può essere lasciato solo per troppe ore al giorno
– Per educare e curare un cane ci vuole del tempo, tutti i giorni
– È necessario portarlo fuori almeno 3 volte al giorno
– Avere un cane comporta dei costi fissi e variabili
2-Come affrontare le prime settimane di convivenza: l’educazione a sporcare
– Per i primi tempi è buona cosa non lasciare libero accesso a tutte le zone della casa al cucciolo, soprattutto nei momenti in cui si suppone debba sporcare ( dopo il pasto, dopo il pisolino, dopo il gioco)
– Portare il cucciolo nel luogo prescelto per farlo sporcare ( per esempio un giardino) e rimanere lì per un po’ di tempo, ogni volta che ha mangiato, ha giocato o si è svegliato da un sonno, in quanto sono i momenti in cui sente maggiormente lo stimolo a evacuare
– In questi momenti il proprietario dovrà essere presente. Ogni volta che il cane sporca nel punto giusto premiarlo immediatamente con qualche coccola, con parole d’approvazione (per es. “bravo!”) e, occasionalmente, con un buon croccantino.
– Durante la notte, e quando il cucciolo viene lasciato solo, si possono mettere dei giornali in una zona circoscritta all’interno dell’area dove dorme il cane ma lontano dalla cuccia e dalle sue ciotole. Evitare però di lasciare i giornali sempre a disposizione: il cane deve capire il prima possibile che la casa non è un luogo dove si possono fare i bisogni.
– Sorvegliare il cucciolo tutte le volte che può muoversi liberamente in tutta la casa.
– Se il cucciolo sporca nel posto sbagliato (per es. in casa su un tappeto) può essere interrotto con un “no” secco, subito dopo il cane deve essere portato in braccio nel posto giusto (premiare molto il cane se elimina lì). Durante tutta questa sequenza bisogna però fare attenzione a non spaventare il cane, perché la cosa sarebbe controproducente.
– Punire il cucciolo solo se colto sul fatto (con un “no!”). E’ assolutamente inutile punirlo a distanza di tempo (anche solo a qualche minuto dal fatto) perché il cane non è in grado di associare le due cose; evitare di strofinare il muso del cane nell’urina o nelle feci.
– Tutte le volte che il cane sporca in casa per pulire utilizzare esclusivamente acqua calda con bicarbonato, ma non utilizzare candeggina o detergenti a base di ammoniaca in quanto sarebbero un rinforzo per il cane a continuare a sporcare in quel punto.
– Indicativamente si può considerare che un cucciolo raggiunge un buon comportamento di eliminazione quando per almeno 4-8 settimane consecutive non elimina in casa
3-Come affrontare le prime settimane di convivenza: fornire un’alimentazione corretta e regolare
– Il proprietario deve programmare un piano di alimentazione regolare
– Il cibo dovrebbe essere messo a disposizione del cane, sempre nello stesso posto, in una zona abitualmente frequentata dal cucciolo, per circa 30 minuti, due o tre volte al giorno, tutti i giorni, sempre alla stessa ora
– L’ultimo pasto dovrebbe essere consumato circa 4 ore prima di andare a dormire
– Nel caso si presenti la necessità di cambiare alimentazione al cane, il passaggio dal vecchio al nuovo cibo dovrà essere fatto molto gradualmente (circa in una settimana, mescolando il vecchio cibo con il nuovo) per evitare di provocare nel cucciolo disordini gastroenterici.
– Lasciare la ciotola dell’acqua a disposizione del cane
4-Come affrontare le prime settimane di convivenza: le proteste del cucciolo
– Quando un cucciolo arriva in casa, per lui è tutto nuovo e sconosciuto. Si sviluppano subito legami di attaccamento con i proprietari che diventano il suo punto di riferimento.
– Questo attaccamento è normale e necessario, ma occorre considerare che tutti i comportamenti (corretti e scorretti) che il cane mette in atto e che vengono premiati tenderanno a ripetersi.
– Da subito lasciare a disposizione del cane una zona della casa dove verranno posizionate tutte le sue cose
– Fin dalla prima notte abituare il cucciolo a rimanere da solo in questa zona, con la sua cuccia
– La cuccia deve diventare per il cane un punto di riferimento. Per contribuire a questo potete concentrare molte delle vostre attenzioni vicino e all’interno della cuccia: più volte al giorno chiamare il cane vicino alla cuccia, chiedergli di mettersi seduto e gratificarlo immediatamente con un po’ di coccole o con un bocconcino se ubbidisce
N.B. La cuccia non deve rappresentare per il cane un luogo in cui viene mandato per punizione, bensì un posto molto gradito dove poter stare tranquillo
– Ogni volta che il cucciolo piange o abbaia evitare di andare a consolarlo, ma ignorarlo completamente (non andare da lui, non prenderlo in braccio…) Appena il cane si mette tranquillo andare da lui e gratificarlo per esempio con una coccola.
– Cercare di insegnare al cucciolo che ogni tanto deve stare per conto suo, anche durante il giorno in presenza del proprietario. L’abitudine a stare solo deve essere introdotta in modo graduale e comincia proprio con l’evitare di guardare continuamente il cane e di rispondere a tutte le sue richieste di attenzione, per esempio quando piange o abbaia, guarda intensamente il proprietario, gli salta addosso ecc. (non guardarlo, non toccarlo, non parlare con lui). Appena il cane si mette tranquillo, chiamarlo, e se arriva premiarlo immediatamente con tante coccole.
– Una volta che il cucciolo si sarà ambientato nella nuova casa il proprietario dovrà abituarlo a rimanere solo in casa, inizialmente per pochi minuti, poi aumentando gradualmente il tempo in cui il cane rimane da solo in funzione di quanto rimane tranquillo.
In queste situazioni, lasciandogli un gioco che gli piaccia particolarmente, uscire di casa senza considerarlo (non guardarlo e non rivolgersi a lui con frasi del tipo “fai il bravo”, “torno subito”…)
Se al rientro si deduce che il cane è rimasto tranquillo gratificarlo abbondantemente.
Al contrario se il cucciolo ha avuto un comportamento ansioso (es. ha distrutto oggetti, ha pianto o abbaiato) al rientro non bisogna punirlo, perché ciò indurrebbe una forte sensazione di ansia nel cane, peggiorando la situazione, ma cercare di abituarlo più gradualmente.
E’ importante che i proprietari potranno e dovranno accarezzare, coccolare, dare bocconcini, giocare con il cucciolo tutte la volte che vorranno, ma solo nei momenti in cui il cane è tranquillo e indipendente, quando cioè non è lui a chiedere di interagire con la persona, o dopo che ha eseguito un esercizio di obbedienza (es. se arriva dopo essere stato chiamato per nome, si siede quando gli viene chiesto, ecc.)
Più volte al giorno, quando il cucciolo è tranquillo o si comporta correttamente di sua spontanea volontà, andare da lui e dirgli che è bravo o premiarlo con una carezza o un bocconcino.
5-Socializzare ed educare il cucciolo
Gli incontri con diversi tipi di persone, rumori, animali e con altri cani sono molto importanti per favorire lo sviluppo di un cane adulto equilibrato e tranquillo.
– Dal momento in cui il cucciolo viene adottato farlo entrare in contatto con il maggior numero possibile di stimoli sonori e visivi, animati e inanimati
– L’esposizione a nuovi stimoli va valutata in funzione della tutela della salute del cucciolo, soprattutto se non è ancora stato completato il ciclo di vaccinazioni di base: farlo entrare in contatto solo con cani in buono stato di salute, equilibrati e regolarmente vaccinati, impedire al cane di ingerire oggetti o sostanze nocive, non farlo bere da pozze d’acqua stagnante e in zone potenzialmente connotate dalla presenza di topi, evitargli correnti d’aria, colpi di calore, repentini ed eccessivi sbalzi di temperatura…
– Ogni nuova esperienza del cucciolo dovrà essere fatta molto gradualmente (per non rischiare di spaventarlo), senza forzare il cane se mostra chiaramente di avere paura (es. mettendo la coda tra le gambe, indietreggiando, acquattandosi e urinando). Associare sempre l’esperienza a qualche cosa di particolarmente gradito al cucciolo (es. la passeggiata, momenti di gioco, le coccole del proprietario ecc.)
– In queste situazioni l’atteggiamento del proprietario deve essere sempre positivo e benevolo: se il cane si comporta correttamente gratificarlo abbondantemente; al contrario, tutte le volte che il cucciolo mostra paura ignorarlo e non consolarlo, non forzarlo ad affrontare ciò che lo spaventa, non punirlo, né sgridarlo. Allontanarlo dallo stimolo con disinvoltura e cercare di non trasmettere tensione e agitazione al cane.
L’educazione del cucciolo comincia dal primo momento in cui arriva a casa: tra cane e proprietario deve strutturarsi un chiaro e corretto rapporto di comunicazione.

– Ignorare ogni comportamento indesiderato o di agitazione manifestato dal cucciolo, mentre premiarlo ogni volta che si mette seduto tranquillo sia spontaneamente, sia su richiesta dei proprietari
– Davanti a comportamenti particolarmente insistenti e fastidiosi impossibili da ignorare dire immediatamente al cucciolo un “no” secco
– Il bisogno di mordicchiare di un cucciolo va soddisfatto in maniera adeguata e accettabile: insegnargli a mordicchiare solamente oggetti a lui destinati. Se il cane viene colto sul fatto mentre sta facendo qualcosa che non deve, utilizzare la tecnica del “no”; appena il cucciolo interrompe il comportamento indesiderato chiamarlo e premiarlo lasciandogli a disposizione un oggetto idoneo allo scopo (un giochino, un osso di pelle di bufalo)
– Evitare di fare col cucciolo giochi che possano aumentare eccessivamente il suo livello di eccitazione (per esempio il gioco della lotta e del tira e molla) privilegiando al contrario giochi più educativi come il riporto con la pallina e l’esercizio fisico
I giochi “corpo a corpo” tra cane e proprietario sono da evitare perché il cucciolo potrebbe imparare a esercitare modi di “attaccare” in risposta a certi segnali
Supervisionare sempre ogni interazione che il cane avrà con i bambini e cercare di insegnare loro il comportamento corretto da adottare con l’animale, a rispettarlo in quanto essere vivente, a leggere e interpretare i suoi segnali:
– Non tirare coda, orecchie, baffi o altre parti del corpo del cucciolo e giocare con lui utilizzando giocattoli e non parti del proprio corpo
– Non gesticolare, fare schiamazzi o versi particolari e fastidiosi in presenza del cane
– Rispettare i tempi e gli spazi del cane, e quando si capisce che è stanco di giocare lasciarlo riposare
E’ molto importante che tutte le persone che entrano in contatto quotidianamente con il cucciolo cerchino di comportarsi con lui nello stesso modo, con coerenza e costanza.


ADOZIONI A DISTANZA

 

Ci sono Ospiti speciali
che non possono lasciare il Rifugio perchè a causa dei traumi subìti in passato sono riusciti a trovare un loro equilibrio solo in canile. Abbiamo provato a darli in adozione, ma non ha funzionato . Per questi cani è possibile effettuare un’adozione a distanza versando un contributo mensile di 20,00 euro al CC 3747226
intestato a:
LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE
SEZIONE di PAVIA
via Navazzone 1  27020 Travacò Siccomario
Causale: “nome del cane” per esempio “Filippo”.

Conto Corrente Postale n. 3747226
LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE – SEZIONE DI PAVIA
VIA NAVAZZONE, 1
27020 Travacò Siccomario (Pv)
IBAN IT59H0760111300000003747226
Riceverete un certificato di adozione del cane  scelto, ma soprattutto non dimenticate che potrete venire in canile quando volete per portarlo a fare una passeggiata.
Per qualsiasi informazione chiamate il canile al 339/1637039, venite a visitarci su www.rifugioditravaco.org, oppure scrivete una mail a legadelcanepavia@rifugioditravaco.org
Il vostro contributo per l’adozione non implica che il cane  non possa essere adottato: qualora l’Ospite da voi supportato con l’adozione a distanza dovesse trovare casa, potrete scegliere di interrompere il vostro contributo oppure continuare sostenendo un’altra adozione. Un’adozione a distanza purtroppo non può sostituire il calore di una nuova casa, il contatto con le persone e la condivisione degli stessi spazi ( magari dello stesso divano!)..