Stefano Bressani – Progetto Palle d’Artista Okkio anno 2014/2015

 

 

 

 

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Progetto Palle d’Artista Okkio anno 2014/2015 – Rifugio di Travacò Siccomario

Con il progetto Palle d’Artista, partito nel 2011, ogni anno Stefano Bressani, rappresentante di un unicum stilistico nel mondo dell’arte contemporanea italiana ed internazionale, cede parte delle proprie fatiche a nobili cause che dal 2012 hanno mostrato tutta la sua sensibilità di artista, ma ancor prima di uomo, nei confronti degli animali, essendo lui stesso amante e possessore di una Bellissima cagnolina di nome Setola, incrocio tra un Beagle e un segugio divenuta Mascotte d’Artista per essere sempre presente anche negli eventi più importanti che egli rappresenta con il proprio lavoro, come musei, gallerie e situazioni istituzionali di prestigio.

L’incontro tra l’artista Bressani ed il rifugio di Travacò Siccomario è avvenuto per una pura casualità ed è nato da subito un amore profondo, non solo per tutti gli ospiti pelosi che ne fanno parte ma anche per il lato umano di tutti i volontari, persone straordinarie, che ogni giorno, si dedicano con impegno e dedizione alle diverse situazioni che richiedono loro ogni tipo di attenzione.

L’artista racconta:

<<Per una volta parlo io, per una volta non saranno i critici o chi mi rappresenta a livello artistico a raccontare i miei pensieri e le mie emozioni. Ricordo il giorno in cui arrivai in macchina al Rifugio per il primo appuntamento. Avevo voglia di conoscerli, di conoscerli tutti, di accarezzarli e di vedere i loro occhi, anche sapendo che quegli occhi sarebbero stati difficili da dimenticare ed ancora oggi ho ben nitida un’immagine fissa di loro che mi guardavano e mi annusavano con quei tartufi neri e umidi da dietro le reti metalliche, un filo sottile che li tiene coccolati dalle amorevoli cure di chi giornalmente se ne occupa ed allo stesso tempo le stesse reti che li costringono ad una sorte giornaliera di speranza, quella di trovare una nuova famiglia in grado di prendersene cura ed avendo tutta la pazienza che a loro è dovuta.

Quegli occhi, profondi lasciarono il segno, il solito segno che non può passare inosservato, e la mia sensibilità, penetrata nel profondo ha voluto ancora una volta proporre me stesso per diventare, nel mio piccolo, il tramite di una briciola in più di speranza. I lavori più urgenti, tra quelli strutturali, dopo una breve riunione con i responsabili, si sono rivelati necessari per riuscire in questo percorso fatto da persone vere, fatto di tanto amore. E’ così che nel giro di poche ore si è deciso di iniziare un progetto che potesse essere diviso per anni e ad ogni anno dedicare un modello di Palla d’Artista che potesse aiutare il rifacimento dei box ormai malandati dal tempo, dalle condizioni atmosferiche e da tutti gli altri fattori organici che caratterizzano queste situazioni. Siamo partiti con il primo che prenderà il nome di Stanza dell’Okkio, in onore a chi ha creduto al progetto e allo stesso oggetto d’arte che ne è stato promotore, un po’ come una sorta di gioco ironico, che vede gli animali ospiti in questo nuovo albergo work in progress. Nel 2015 infatti, come promesso, sono partiti i lavori di ristrutturazione. Ora il primo Box, anzi la stanza Okkio, ospiterà il naso dei primi ospiti senza che questi debbano annusare la ruggine di recinzioni che erano ormai fuori norme, sperando che possa essere di buon auspicio per tutti loro e una possibile e celere adozione. Sono felice. Il mio lavoro mi da la possibilità di decidere, di decidere con chi collaborare, di decidere in quale modo ed in quale misura, un lavoro che mi da sempre la possibilità di conoscere le persone, di sceglierle, di accettarle, di stimarle e di averle come amiche a prescindere dalla loro posizione sociale e/o lavorativa.

Sono sicuro che questo nostro percorso porterà nuova positività, mia prerogativa di vita e rappresentante del colore. Sono sicuro che alla fine faremo una grande festa e molti di loro se ne saranno andati per caldi e nuovi letti, ma altri arriveranno e troveranno, a differenza dei meno fortunati, un luogo ancora più accogliente.

Per questo motivo, ad aprire il progetto ho desiderato presentare un occhio fatto con la mia tecnica e denominato con la coerenza artistica che rappresenta altre mie opere d’arte, un occhio che veglierà sulla buona sorte di questa collaborazione spinta solo dall’empatia di persone che agiscono secondo il proprio senso della vita.

Stimo i volontari che si sono messi in questo viaggio e stimo tutte quelle persone che vedono negli occhi di un animale la profondità del loro universo, li stimo al punto tale che in me troveranno sempre un amico, un alleato, che per quello che può fare, lo farà sempre con passione, proprio come il proprio lavoro e l’amore che mi lega al loro.>>

Stefano Bressani

E  seguendo il flusso del percorso interiore di questo artista,  anche noi Volontari stiamo vedendo aldilà delle  reti arrugginite un futuro diverso e migliore per i nostri trovatelli, in senso pratico e in senso lato. Il primo box, Stanza dell’Okkio, ha già i suoi ospiti, Smoke, Stella e Jerry Barolo. Le reti sono lucide e sane, l’interno in muratura garantirà il caldo d’inverno e il fresco d’estate, nonché una certa privacy (niente  ingerenze “abbaiose” da  parte di chi passa in corridoio)  e un’importante tranquillità.

Sappiamo che il canile, o Rifugio che dir si voglia,  non è  l’ambiente etologicamente adatto ad animali nobili come i cani tutti, ma è un ambiente in cui loro si sentono protetti, in attesa di tempi migliori.

Per questo la donazione di Stefano Bressani, non cercata, ma offerta  spontaneamente  con tutto il cuore che lui sa mettere nell’arte e nelle cose, è stata ancora più apprezzata. Quando Stefano si è presentato in Rifugio con la sua macchina sportiva e la sua cagnolina a bordo, è stato subito uno di noi, e speriamo e siamo sicuri che rimarrà uno di noi, aldilà dei  progetti  futuri.

Grazie Stefano, è stato un onore conoscerti.

I Volontari e tutti gli orfanelli a quattro zampe.